Sono passati oltre due anni dalla nascita del Partito Democratico, e finalmente, dopo l'interminabile serie di vicende che ci hanno portato fin quì, anche nella nostra provincia avremo un'organizzazione strutturata. Quante cose sono accadute, stagioni trascorse, aperte e poi chiuse senza che il nostro territorio potesse lasciare un segno decifrabile: la sconfitta alle politiche, lo spegnersi delle migliori speranze con lo scivolone alle regionali, i contraccolpi, le divisioni, l'inevitabile e sottesa emorragia di consensi verso un'orizzonte di proposte sempre più sfocato e coperto dal clamore delle urla di casa nostra. Il prolungamento continuo dello stato comatoso di un partito posticcio che non poteva esprimersi nei luoghi in cui era necessario, per il fatto che a nessuno era stato ancora assegnato il mandato di rappresentare l'intergità di un'organizzazione territoriale. Il declino annunciato ed inesorabile di un'isola, e nel nostro caso di una provincia, che non da oggi presentano problematiche cui la classe dirigente che attualmente governa non è affatto preparata a rispondere. Ed è stato così che i grandi poli della chimica hanno visto sfumare, in questi mesi, i riscontri concreti di fittizie promesse elettorali per un' isola che avrebbe dovuto ritornare a sorridere: è così che le realtà scolastiche ed universitarie piombano nel periodo più nero della valorizzazione culturale e formativa, in nome della salvaguardia dei bilanci e di una concezione puramente economica e ragionieristica della cultura. E' così che alla stessa logica, oggi, si tenta di piegare il sistema dell'assistenza ai meno fortunati ed ai diversamente abili, attraverso i tagli sconsiderati alla legge 162. E' così, ancora, che il territorio in cui sono cresciuto e in cui vivo, la Marmilla, presenta oggi un tasso di disoccupazione giovanile pari al 70%.La mia realtà, attualmente, può offrire molto poco ai giovani come me: la maggior parte di noi ragazzi non può negare di aver considerato, anche solo in maniera sporadica, l'eventualità di costruire il proprio futuro altrove.
Io aderisco al Partito Democratico perchè spero, credo, che esso sia lo strumento di maggior successo nel tentativo di realizzare un miglioramento apprezzabile di queste condizioni. A partire dal nostro territorio. A partire dalla nostra Provincia. E' per questo che ho appreso con entusiasmo la candidatura di Gianni Sanna alla segreteria Provinciale del PD. E' facilmente intuibile quali e quante siano le aspettative che il Pd dell'oristanese ripone nella figura del futuro segretario. Potremo finalmente dare gambe e respiro alla miriade infinita di prospettive per ora solamente discusse, potremo dimostrare che un Pd ad Oristano Provincia esiste, e che costituisce un luogo valido di partecipazione dei cittadini ed un soggetto altrettanto valido di interlocuzione e confronto per le diverse realtà sociali ed istituzionali che lo attendono da tempo. Potremo tenere accesa la speranza di chi, in quell'ormai lontano 14 ottobre del 2007, partecipò con il proprio voto alla nascita del più grande partito riformista d'Italia. Ho letto la proposta politica del futuro segretario sul suo blog, l'ho apprezzata molto, ho riflettuto sulle opportunità che essa può offrire ad un progetto che ha imprescindibilmente bisogno di decollare. Tra qualche mese la sfida delle provinciali e delle amministrative ci metterà di fronte ad un banco di prova cui non potremo sottrarci: lì misureremo la nostra capacità di tenuta e crescita. Ad una distanza temporale così immediata dalla fase di organizzazione interna, questa avventura per noi sarà certamente rischiosa: al Pd, a Gianni Sanna e a noi tutti il compito di trasformare i rischi in promettenti opportunità. Buon lavoro a tutti.
Ciao Alessio, seguo su vari blog e associazioni le varie sfumature di questo pd che aimè non sfrutta al meglio le risorse che all'interno possiede, tutto questo è semplicemente perchè è in atto (a parer mio), una battaglia interna per eliminare Renato Soru dal Pd che conta, tornando quindi al passato, a qulla politica dei favori, delle amicizie finte, dei sorrisi ipocriti che da sempre hanno contraddistinto certi personaggi che ora sono nuovamente in sella a questo partito.Credimi fin da piccolo ho avuto modo di capir certi fraseggi opportunistici di certi personaggi che, in paese hanno avuto tanto, per ricompensare pochi!Posoo dire con orgoglio di non dover rendere conto a nessuno in quanto (e tu lo sai),le ossa me le son fatte da solo, e così tutti nella mia famiglia.A tal proposito mi sento fortemente di dissentire da certi personaggi ed è per questo che non aderisco al pd sia in paese che in genere, per aver rivisto in sella coloro che hanno sempre mangiato a sbaffo...,cancellando in un attimo tutto ciò che di buono Soru ha fatto, ma pur di estrometterlo dal partito non si fa la giusta opposizione ma addirittura il nuovo (ma vecchio) segretario Lai inciucia con scappellaccio...La mia stima nei tuoi confronti è tale da essermi permesso questo mio sfogo, certo che in una politica democratica, è giusto che uno esprima i propri dissensi o viceversa.Auguro a te tutto ciò che desideri in quel mondo, sicuro, che le capacità non ti mancano.(Ciao Zola...)Con stima
RispondiEliminaMarco Abis.
Caro Marco, so bene della stima che tu riponi in me, ed è inutile dire che si tratta di una stima profondamente recirpoca. Pur non condividendo diverse parti del tuo commento posso dire di comprenderne appieno lo stato d'animo. Personalmente, le nostre chiacchierate, se ricordi, possono confermarlo, io credo che la stagione governativa e politica di Renato Soru sia stata la migliore che il centrosinistra, e l'intera isola, abbia vissuto in 60 anni di autonomia. Siamo stati capaci di farci precursori di strade nuove ed inesplorate non solo nella nostra isola ma addirittura nell'intero Paese. Abbiamo aperto orizzonti che fino ad allora non erano contemplabili. Abbiamo reso, per la prima volta nella nostra storia, un senso compiuto e la dignità che spetta al nostro sentirci "autonomisti"! Decine di provvedimenti hanno modernizzato l'isola che però adesso ricade nella catalessi più profonda a causa di un governo miope e persino presbite. Tuttavia, tutto questo non può e non deve impedirci di vedere gli errori politici e di concertazione, la forzatura innovativa pressante a cui la Sardegna, ahimè, non poteva sentirsi pronta; tutto questo non può impedirci di ammettere i nostri limiti, oltre che nelle divisioni interne di cui tu parlavi, anche nel comunicare all'esterno il messaggio innovatore che stavamo formulando. Non possiamo non considerare la rigidità politica con la quale assumevamo dentro e fuori il partito le nostre posizioni di cambiamento, dimenticando spesso che per i grandi cambiamenti occorrono o rivluzioni violente, o concertazioni pazienti. Io sono certo che noi sappiamo imparare dai nostri errori. Le classi politiche possono essere discusse e più o meno condivise, quello che non deve mancare mai è l'orizzonte politico e di riforme al quale tendiamo: e io credo che in questo, la stagione politica di Renato Soru Presidente abbia chiaramente e inequivocabilmente fissato dei paletti irremovibili, che devono costituire il cuore del partito democratico sardo.
RispondiEliminaCon affetto,
Alessio