ORISTANO. Per ora sono indizi. Indizi che, ancora una volta, conducono in Sardegna. Il deputato del Pdl, Giorgio Stracquadanio, è stato molto chiaro: l’isola è sede ideale per una centrale nucleare.
Nel corso della trasmissione televisiva Omnibus, su La 7, durante un dibattito sulle elezioni regionali, Stracquadanio è intervenuto per giustificare il «no» alle centrali nucleari per Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte: «Sono zone a alto consumo di energia - ha detto il parlamentare del Pdl - e quindi, se nonostante questo producono con il sistema attuale in modo tale da essere autosufficienti, forse non è opportuno piazzare le centrali proprio lì. Anche perchè l’energia prodotta poi bisogna distribuirla e durante la distribuzione si perde».
Quindi no al nucleare in Lombardia, Veneto e Piemonte perchè Regioni autosufficienti pur con un grande consumo di energia.
E la Sardegna? «Il mio amico Cappellacci - ha proseguito nel suo ragionamento il parlamentare del Pdl - dice di avere delle perplessità. Ma è un’affermazione generica. In Sardegna abbiamo avuto un problema, di recente. C’è stata la crisi dell’Alcoa, un’industria fondamentale per l’isola. Il Governo sta trattando con grande determinazione per mantenere i posti di lavoro. Ma la produzione di un’industria che lavora l’alluminio richiede un alto consumo di energia. Quindi, se possiamo avere la produzione dell’energia lì vicino è meglio. In più le centrali hanno anche necessità di grandi quantità d’acqua, quindi l’ideale sarebbe mettere la centrale lì vicino».
Neanche una parola sul fatto che l’energia rimanente (a meno che la centrale nucleare non sia a esclusivo uso dell’Alcoa) dovrebbe comunque essere trasportata, e con problemi ben maggiori rispetto a quelli che si presenterebbero in Lombardia, Veneto e Piemonte.
L’onorevole Stracquadanio ha poi smorzato i toni: «Dobbiamo ragionare con tutti, con le popolazioni e con le Regioni, nella definizione di una scelta strategica che la maggioranza ha fatto ottenendo l’appoggio degli elettori».
Da tempo circola un elenco, diffuso dai Verdi, secondo il quale le aree individuate per i reattori, oltre a Oristano con la piana del Cirras, sarebbero: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Palma (Sicilia). Il Governo ha sinora detto che i siti non sono stati ancora individuati.
Nel corso della trasmissione televisiva Omnibus, su La 7, durante un dibattito sulle elezioni regionali, Stracquadanio è intervenuto per giustificare il «no» alle centrali nucleari per Regioni come Lombardia, Veneto e Piemonte: «Sono zone a alto consumo di energia - ha detto il parlamentare del Pdl - e quindi, se nonostante questo producono con il sistema attuale in modo tale da essere autosufficienti, forse non è opportuno piazzare le centrali proprio lì. Anche perchè l’energia prodotta poi bisogna distribuirla e durante la distribuzione si perde».
Quindi no al nucleare in Lombardia, Veneto e Piemonte perchè Regioni autosufficienti pur con un grande consumo di energia.
E la Sardegna? «Il mio amico Cappellacci - ha proseguito nel suo ragionamento il parlamentare del Pdl - dice di avere delle perplessità. Ma è un’affermazione generica. In Sardegna abbiamo avuto un problema, di recente. C’è stata la crisi dell’Alcoa, un’industria fondamentale per l’isola. Il Governo sta trattando con grande determinazione per mantenere i posti di lavoro. Ma la produzione di un’industria che lavora l’alluminio richiede un alto consumo di energia. Quindi, se possiamo avere la produzione dell’energia lì vicino è meglio. In più le centrali hanno anche necessità di grandi quantità d’acqua, quindi l’ideale sarebbe mettere la centrale lì vicino».
Neanche una parola sul fatto che l’energia rimanente (a meno che la centrale nucleare non sia a esclusivo uso dell’Alcoa) dovrebbe comunque essere trasportata, e con problemi ben maggiori rispetto a quelli che si presenterebbero in Lombardia, Veneto e Piemonte.
L’onorevole Stracquadanio ha poi smorzato i toni: «Dobbiamo ragionare con tutti, con le popolazioni e con le Regioni, nella definizione di una scelta strategica che la maggioranza ha fatto ottenendo l’appoggio degli elettori».
Da tempo circola un elenco, diffuso dai Verdi, secondo il quale le aree individuate per i reattori, oltre a Oristano con la piana del Cirras, sarebbero: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Palma (Sicilia). Il Governo ha sinora detto che i siti non sono stati ancora individuati.
da La Nuova Sardegna

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